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mercoledì 20 febbraio 2008

17 Febbraio 2008: Whiskey Flat Wild West Daze

Babba bia, gli Americani sono pazzi da legare, davvero DAVVERO DAVVERO!

Siamo andati a vedere un rodeo, un autentico, originale americanissimo rodeo, e davvero è una cosa che tutti dovrebbero vedere, almeno una volta nella vita. Come San Francsico.

Il rodeo era a Kernville, ridente cittadina a un’ora e mezza da Ridgecrest, quindi stavolta niente sveglia all’alba, ma partenza ad un orario decisamente civile, per arrivare lì verso l’ora di pranzo, visto che il rodeo sarebbe cominciato all’una.
La strada era proprio bella: dopo la prima parte di deserto si attraversano delle montagne non troppo alte, con qualche bella curva, bei panorami, una tonnellata di Joshua Trees, una meraviglia. Peccato che Mr. Atwood al volante mi abbia fatto dar fondo a tutta la mia scorta di preghiere, tanto da convincermi a guidare al ritorno: ho già abbastanza capelli bianchi!



E Mr. Atwood è davvero sempre lo stesso: siamo arrivati a Kernville, tutta addobbata a festa perché il rodeo era compreso in una manifestazione che durava da due giorni e sarebbe finita solo lunedì. Mr Atwood esclama: “Oh ma quanta gente in giro, Kernville è sempre deserta, chissà cosa succede…” Al che io ringrazio Manitù di essere arrivata intera, Mrs Atwood gli grida “Ma c’è il rodeo, siamo qui per QUESTO!”, lui finge di aver capito, sorride e annuisce.
Vabbè.


Parcheggiamo la macchina e ci lanciamo nella mischia, tra bancarelle che vendono cibo veramente improbabile, incisori d’argento, venditori di vasche da bagno (non chiedete perché), di cappelli da cowboy e speroni e cinturame vario. Arriviamo all’arena del rodeo, è presto quindi non c’è troppa gente, riusciamo a trovare un posto decente da cui seguire le mirabolanti avventure dei cowboys.
All’una precisa il tutto ha inizio, con un’esibizione degli sbandieratori a cavallo di Kernville, che trottano e corrono da una parte all’altra dell’arena del rodeo, sventolando i loro stendardi, tutti belli contenti.
Quindi vengono presentate al pubblico le golden girls, le ragazze che hanno fatto faville nei precedenti rodei e una specie di commemorazione per un tizio che faceva rodei e che e’ morto - tra qualche riga non vi chiederete piu’ come e perche’ sia morto...

Alla fine, la parte piu’ importante della giornata: l’Inno Americano. Tutti si alzano, si tolgono il cappello, mano destra sul cuore, silenzio profondo, un nastro gracchiante inizia a cantare l’inno.


Facce commosse, espressioni ispirate, patriottismo tangibile nell’aria: Mrs Atwood me l’aveva detto che i cowboys sono i piu’ patriottici in assoluto. Io penso ai nostri calciatori, che fino a qualche tempo fa sghignazzavano quando l’inno veniva suonato all’inizio delle partite della Nazionale, e mi viene un po’ da ridere. Naturalmente l’atmosfera celebrativa mi fa tornare subito seria.

Primo spettacolo: Le cowgirls. L’equivalente delle nostre ginnaste, solo che fanno esercizi col lazo. Carine.

Secondo spettacolo: Le cowboy cowgirls. Queste sono davvero grandiose: cavallerizze acrobate, che fanno capriole sulla sella, cavalcano in piedi, in equilibrio su una mano sola, appese per un piede... Altro che Calamity Jane!

Primo round: Per cominciare alla grande, il rodeo dei bambini, che non e’ su cavalli a dondolo, ma su pecore. Bambini di 4-5 anni si aggrappano follemente a pecore grosse il doppio di loro e, quando il cancello si apre e la pecora schizza nell’arena, di solito resistono per un paio di secondi, cadono per terra mentre la pecora scappa via per raggiungere le sue compagne


(bestie davvero stupide: appena si liberano del marmocchio corrono dalle altre pecore, si guardano un po’ in faccia senza sapere che fare e poi si mettono in un angolino, zampettano un po’, belano, si strusciano una sull’altra, storditissime), qualcuno piange e viene preso in braccio dagli addetti al cancello, o dai “clown”.

I clown: Non ho ancora capito bene perche’ qualcuno dovrebbe voler fare questo mestiere, comunque i clown sono dei tizi che si occupano delle bestie non appena queste disarcionano il cavaliere, per tenerle lontane dal disarcionato, che spesso resta a terra per qualche istante e non gradisce essere calpestato. Finche’ si tratta di pecore e’ facile: basta spingerle via dai bambini. Pensate quando i clown si trovano faccia a faccia con un toro, furioso perche’ si e’ trovato una roba di 80 kg sulla schiena e ha dovuto sgroppare e saltare in giro per sbarazzarsene, mentre voleva solo andare dalle sue mucche e brucare un po’ d’erba...

Secondo round: Dopo i bambini, il rodeo con i manzi.
Giovanotti cercano di cavalcare delle mucche, che chiaramente non apprezzano e cercano di sbatterli via; vince chi resiste di piu’, tra quelli che resistono almeno 5 secondi e rispettando tutte le regole (piedi in avanti e verso l’esterno, gambe in una certa posizione precisa...). Detto cosi’ suona stupido – lo e’: perche’ devo cavalcare una mucca? Ma e’ anche pericoloso: i manzi non sono arrabbiati, sono solo infastiditi dal cavaliere che hanno in groppa e soprattutto da una cinghia che viene messa intorno ai loro quarti posteriori, ben stretta apposta per dar loro noia e farli sgroppare per liberarsene. La stessa cinghia viene messa a tutti gli animali (tranne le pecore) con cui si fanno i rodei, perche’ non ci sono cosi’ tanti cavalli selvaggi, per esempio, da domare in ogni rodeo. Quindi si prende un cavallo normale, lo si incinghia ben stretto poco prima del rodeo, cosi’ ha tutto il tempo per seccarsi per bene ed iniziare ad arrabbiarsi un pochino dietro ai cancelli che chiudono le gabbie intorno all’arena. Quando poi gli viene messo in groppa il cavaliere, il cavallo e’ abbastanza nervoso da avere solo voglia di liberarsi di tutto non appena il cancello si apre e lui ha lo spazio, nell’arena, per sgroppare quanto vuole.

Terzo round: Le cose iniziano a farsi serie. Quattro gruppi da tre persone l’uno, ognuno con un vero cavallo selvaggio da domare, vince chi riesce per primo a sellarlo e cavalcarlo. Non e’ mica banale! Perche’ il cavallo selvaggio (vi ricordate Spirit?) non ha nessuna intenzione di lasciarsi cavalcare, quindi scalcia, sgroppa, strappa le corde con cui cercano di prenderlo al lazo, corre furioso per tutta l’arena, s’imbizzarrisce... Qualche gruppo riesce a domare il cavallo in pochi secondi, ma un cavallo in particolare e’ davvero davvero arrabbiato, e corre e salta da tutte le parti; serviranno N cowboys armati di lazo per catturarlo e portarlo fuori dall’arena, con gli altri. Wow



Quarto round: Due cavalieri e una mucca: in 20 secondi i due cavalieri devono prendere al lazo la mucca, il primo deve acchiapparla per le corna, il secondo per una delle zampe posteriori. E lanciare il lazo e’ veramente difficile, infatti non tutti riescono, ma davvero bello da vedere.


Allan, un collega di lab che mi ha parlato del rodeo e mi ha convinta a chiedere agli Atwoods di portarmici, che ha un ranch in collina e porta stivali da cowboys ogni giorno, e’ di origini finlandesi ma ha vissuto a Londra (infatti ha l’accento british), ha 50 anni ma una fidanzata nuova di zecca (ok, la moglie e’ morta l’hanno scorso, e’ una cosa positiva che si sia rifatto una vita a 50 anni, ma fa specie sentire un adulto parlare di girlfriend) ed e’ UGUALE A DOC BROWN, fatto che mi emoziona ogni volta che ci parlo ;P , mi ha detto che nei rodei nazionali questa specialita’ e’ un po’ diversa. C’e’ un cavaliere solo, che deve acchiappare la mucca per le corna col lazo, saltare giu’ dal cavallo ancora lanciato, atterrare correndo e legare le zampe della mucca. Il tutto, in media, in 4 secondi. Babba bia.

Quinto round: Il vero rodeo, parte prima. Il rodeo come si vede nei film, cioe’ l’uomo sul cavallo pseudoselvaggio (ha solo la famosa cinghia), e deve resistere almeno 6 secondi perche’ il risultato sia valido, ma ben pochi ci riescono! Qualcuno si prende delle gran zoccolate, qualcuno cade di schiena quando il cavallo s’impenna, ma nessun danno irreparabile: tutti escono sulle loro gambe ;)




Sesto round: Avete presente ogni volta che dico che gli Americani sono pazzi, che sono fuori di testa? Ecco. In questa specialita’ del rodeo si gareggia in coppia: uno sale a cavallo e tiene stretta in una mano una corda lunga circa 5 metri, all’altro capo della quale c’e’ legata una pelle di mucca, sulla quale si sdraia l’altro poveraccio, aggrappandosi bene alla corda. La gara consiste nel partire a razzo, girare intorno ad un palo (ok, era un bidone appoggiato per terra in mezzo all’arena) e tornare indietro nel minor tempo possibile, trascinando dietro al cavallo il povero sfigato aggrappato alla corda. Il problema e’ la forza centrifuga, che durante la curva tende a far capottare e sbattacchiare per terra in tutti i modi possibili il povero tizio aggrappato. Senza contare che i cavalli non gradiscono l’avere gente aggrappata dietro la coda (vorrei vedere voi...), quindi scalciano...

Settimo round: Avete presente ogni volta che dico che gli Americani sono pazzi, che sono fuori di testa? Questo lo dimostra davvero. Cinque ragazzotti, tutti marines (questo dice molto), si posizionano nell’arena, ognuno ha in dotazione un cerchio di circa 2 metri di diametro, che appoggia per terra. Vince la sfida chi resiste piu’ tempo nel cerchio, senza spostarlo piu’ di tanto.
Dimenticavo: c’e’ anche un toro nell’arena.
E i tizi sono cosi’ malati da gridare e saltare per attirarlo, cercando poi di scavalcarlo quando arriva, o spostarsi ma non troppo per stare dentro al cerchio, o di buttarsi per terra...



Uno viene incornato e lo trascinano via.
Uno si rompe un braccio cadendo.
In tutto questo i clown cercano di arginare i danni: per questo li chiamano Bull Fighters.

Ottavo round: Quello che forse e’ il clou dello spettacolo arriva dopo circa due ore: i Bull Riders.
Pazzi che cavalcano dei tori molto molto arrabbiati, sia per la cinghia intorno ai fianchi sia per indole – Allan mi ha spiegato che tutti i tori sono abbastanza isterici, sono territoriali e patriarcali, quindi guai a chiunque si avvicini, credo sia per via del testosterone ;)
Scene spaventose, di gente calpestata, incornata, spinta via, mentre i Bull Fighters cercano di fare l’impossibile per distrare i tori dai riders.
C’e’ un toro bianco particolarmente furioso,



che si libera del cavaliere credo in mezzo secondo e si mette a correre mugghiando per tutta l’arena, rincorrendo i cavalli e i clown, spingendone uno fino alla recinzione che divide l’arena dal pubblico e costringendolo a scavalcarla con un salto per salvarsi le chiappe.
Finalmente lo catturano, ma dopo non so quanto tempo...

Nono round: Per finire in bellezza arrivano le ragazze, che devono fare una specie di slalom tra tre bidoni nel minor tempo possibile. Abbastanza carino, c’e’ anche qualche ragazzina con un cavallo troppo grande che fa quello che vuole, che non necessariamente comprende lo slalom tra i bidoni...
Il fatto che le donne non facciano il rodeo la dice lunga sull’intelligenza maschile e quella femminile...

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