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mercoledì 30 gennaio 2008

30 Gennaio 2008: Cultura popolare

Black People: Nonostante siano Americani da generazioni, gli afroamericani parlano davvero in modo molto diverso dai bianchi, anche se magari lavorano e vivono in un ambiente di soli bianchi. Tom mi ha spiegato che è perché tendono a isolarsi e a mantenere la loro cultura, a parlare e tramandare il loro dialetto, la loro musica... In effetti anche gli ispanici che ho incrociato all’aeroporto di Los Angeles parlavano in modo un po’ diverso, si sentiva l’accento latino, forse perché a casa, in famiglia, parlano in spagnolo o messicano, a seconda della zona di provenienza. Anche gli indiani parlano a modo loro: in lab c’è una signora indiana che, anche se vive qui da 25 anni, parla un inglese davvero pessimo, sembra arrivata ieri da Bombay…
Alla fine é così anche in Italia, gli immigrati vivono in comunità isolate, vedi Chinatown a Milano, continuando a parlare la loro lingua, anche se magari parlano bene anche in Italiano. Tra un po’ anche da noi sarà come in USA: tutte le razze si integreranno, tutti faranno lavori normali come ora fanno quasi solo i bianchi, non saranno più quasi solo poveracci o delinquenti, ci sarà sempre magari un po’ di diffidenza verso gli Altri, ma credo che ci abitueremo. Già ora a Milano quasi tutte le nascite sono di extracomunitari...

Non ne posso più: L’arrivo nelle vicinanze dell’asciugatore più asciugatore del lab ha dato origine ad una discussione sui modi di dire: Non ne posso più. Il più colorito è qualcosa di simile a “Dammi una pistola che mi sparo”, seguito da “Tieni il martello e colpiscimi forte, qui in mezzo alla fronte” e qui di martelli ce ne sono, quindi “Dammi un sedativo così collasso (e non ci pensiamo più)”. Anche Jagruti (la signora indiana) è davvero devastante: oggi mi ha parlato per un’ora dei cavoli suoi, non mi mollava più, mentre io cercavo di lavorare con Tom, che chiaramente se la rideva

Jokes: Attenzione alla superchicca! Questa potete riciclarla, ve lo concedo. Se siete maschi (noi ragazze siamo troppo fini per fare una cosa così rozza...) e volete fare uno scherzuccio innocente al vostro amico, chiedetegli cogliendolo un po’ alla sprovvista qual è la capitale della Thailandia. Quindi colpitelo con forza... alle parti basse... gridando “Bang-cock!!”, essendo Bankok la capitale della Thailandia. Devo spiegarvi cosa vuol dire cock in inglese?! :D

Blonde jokes: Qui in USA ce l’hanno con le bionde ancora più di quanto ce l’abbiamo noi in Italia (ESCLUSE LE AMICHE, SIA CHIARO), e hanno tutta una serie di battutacce veramente devastanti, di cui vi riporto la top10 delle migliori, ma solo per dovere di cronaca:
10 – Se una bionda e una mora cadono da un grattacielo, quale arriva a terra per prima?
La mora, perché la bionda deve fermarsi per chiedere indicazioni.
9 – La cameriera chiede alla bionda se vuole la pizza tagliata in sei pezzi o in dodici.
“Sei, grazie” risponde la bionda, “Non ce la farei mai a mangiarne dodici”
8 – Una bionda cammina per strada con un bel maialetto sotto braccio. Qualcuno le chiede:
“Dove hai preso quella roba?”
Il maiale risponde:
“L’ho vinta alla lotteria!”
7 – Un tizio va nel locale cucina dell’ufficio, una mattina, e trova una sconosciuta bionda che dipinge la parete. Lei ha addosso una giacca di jeans e una pelliccia. Pensando che l’abbigliamento fosse un po’ strano, il tizio le chiede come mai l’avesse scelto, invece di mettersi una vecchia tuta.
Lei gli mostra le istruzioni sul barattolo di pittura:
“Per risultati migliori, mettere due strati”
(in inglese strati e cappotti si dice coats, rende meglio)
6 – Due bionde in un parcheggio tentano di aprire la serratura della loro auto con un appendiabiti (ok, non so perché proprio con un appendiabiti).
Bionda numero 1:
“Non ci riesco proprio!”
Bionda numero 2:
“Muoviti che sta iniziando a piovere e la capote è abbassata!”
5 – Una bionda chiede a qualcuno l’ora, e le rispondono che sono le 4.45. La bionda, con fare stupito, risponde:
“Che roba strana, è tutto il giorno che faccio la stessa domanda, ma ogni volta la risposta è diversa!”
4 – Una bionda, in macchina, ascolta seccata alla radio una serie di battutacce sulle bionde. Ad un tratto vede un’altra bionda in una barca in mezzo ad un campo, inchioda la macchina, salta giù e le urla:
“Oca d’una bionda! E’ per colpa di quelle come te che tutte le bionde passano per stupide! Se sapessi nuotare verrei lì e te ne direi quattro!”
3 – Una bionda e una rossa si fanno un drink dopo il lavoro, e al bar guardano il tg delle 6. In un servizio, un uomo sta per buttarsi dal ponte di Brooklyn e la bionda scommette 50 dollari con la rossa che non si butterà.
L’uomo si butta, e la bionda da 50 dollari alla rossa, che però le dice:
“Cara, non posso accettare, siamo amiche”
Ma la bionda insiste:
“Una scommessa è una scommessa.”
Al che la rossa:
“Senti, devo dirti la verità: avevo già visto il tizio che si buttava giù, al tg delle 5. Non posso prendere i tuoi soldi!”
E la bionda risponde:
“L’avevo visto anche io, ma non pensavo che si sarebbe buttato ancora…”
2 – Una bionda, stufa di farsi prendere in giro, decide di farsi mora.
Una volta tinta, si fa un giro in macchina per la campagna.
Ad un tratto, vede un pastore con un bel gregge di pecore e pensa:
“Oh! Queste pecore sono proprio adorabili!”
Scende dalla macchina e dice al pastore:
“Se indovino il numero esatto delle tue pecore, me ne regali una?”
Il pastore, un po’ giocatore d’azzardo anche lui, le dice che può tentare.
La bionda guarda il gregge e dice: “157”
Il pastore stupitissimo – era giusto! Allora la bionda-tinta-bruna prende una pecora e torna alla macchina. Il pastore la segue e le dice:
“Se indovino il vero colore dei tuoi capelli, mi ridai il mio cane?”
1 – Posto d’onore per la battutaccia fotografica migliore:
“Perché le bionde non possono riparare le auto?”



I prezzi del cinema: Questa non l’ho proprio capita, visto che tutto costa meno qui, grazie all’Euro forte, ma il cinema è davvero carissimo; qui a Ridgecrest costa 9-10 USD per gli spettacoli della sera (al pomeriggio costa un po’ meno, forse 6-7), mentre in città un po’ più grosse nei dintorni costa anche 15. Bah

I pranzi al lavoro: Neanche questa la capisco. Gli americani qui sembrano sempre tutti amici, tutti allegri e compagnoni; sul badge hanno scritto in grande il diminutivo del nome (Pat, Ken, Mel...), e spesso usano il diminutivo anche per le cose ufficiali, non so neanche se sia legale questo... E poi ognuno a pranzo per conto suo, ognuno da solo nel suo cubicolo, che tristezza! Come direbbe il Dano: amici amici, e poi ti ruba la bici...

Rapporti tra colleghi: Attenzione alla molestia sessuale! Pensate, qui tutti devono seguire un corso di preparazione per evitare il Sexual Harassment, cioè la molestia sessuale, dove spiegano che non si possono fare proposte oscene ai colleghi, né si possono toccare in luoghi non opportuni, né fare apprezzamenti volgari… Dico: ma un po’ di buonsenso non ce l’hanno ‘sti americani? Le mamme non insegnano a comportarsi bene? Ma, come dice Tom, “una mela marcia può rovinare tutto il raccolto”. Babba bia! Certe cose sono assurde: non si possono fare complimenti sull’aspetto fisico, perché magari una terza persona sente e la interpreta come molestia e ti denuncia e tu finisci in galera (GALERA!); non si possono fare battute (e qui tutto l’SPLab sarebbe dietro le sbarre…) né doppi sensi; non ci si può praticamente neanche sfiorare, neanche la pacca sulla spalla, perché la terza persona di prima potrebbe sempre denunciarti – ma nessuno si fa gli affari suoi? Tutto perché negli uffici governativi, comprese le basi militari, vige un certo ben definito codice di comportamento; tutti devono seguire delle lezioni, e alla fine c’è anche un test. A me non l’hanno fatto fare, forse perché rimango poco, o forse perché sanno che noi italiani siamo un caso disperato in fatto di educazione… ;P

Spendiamo i nostri soldi: Qui le cose si fanno strane. Tutti hanno soldi per fare viaggi assurdi, infatti gli Atwood sono stati, negli ultimi anni, in Messico, Cile, Perù, Hawaii, Mali, Polinesia francese, Bahamas, Caraibi… Però non hanno i soldi per pagare la signora delle pulizie, che quindi viene solo una volta ogni due settimane. Ed è una delle case più pulite! In laboratorio svuotano i cestini una volta alla settimana, e passano il battitappeto sulla moquette (che c’è praticamente ovunque) una volta ogni due settimane. In casa Atwood nessuno stira, perché tanto tutti si mettono solo jeans e t-shirts, che quindi non richiedono grande cura. La lavatrice non lava, il lavaggio dei delicati dura 5 minuti netti, e come potete immaginare non lava niente. La lavastoviglie lascia i piatti unti, le presine per le pentole sono zozze, così come il tappeto della cucina; molte cose sono vecchissime e scassate, sia gli utensili della cucina, che il ferro da stiro, la lavatrice e la lavastoviglie. Il 70% delle antine della cucina non si chiude più, la porta del mio bagno… beh, ogni volta che mi faccio la doccia e mi chiudo a chiave prego sempre Manitù che mi faccia poi uscire. Tutto è pieno di peli di gatto, perché nessuno pulisce mai; vanno in garage e in giardino a piedi nudi, con solo le calze, e chiaramente portano dentro tutte le schifezze che gli rimangono attaccate sotto ai piedi; la polvere davvero non conosce limiti né confini. Ma poi hanno macchine megagalattiche e quasi tutte nuove fiammanti (gira la voce che una volta la signora indiana abbia forato una gomma, e il giorno dopo sia arrivata al lavoro con una macchina nuova di zecca…), fanno questi viaggi assurdi, comprano souvenir costosissimi.
Non li capirò mai…

2 commenti:

Anonimo ha detto...

mmm... l'asciugatore del lab... mi ricorda qualcuno...
e pure le pacche sulle spalle mi ricordano qualcuno...
per il resto... mi fa molto ridere il moralismo degli americani...
bah

Unknown ha detto...

La parte sulle bionde mi è piaciuta un sacco, bellissima la classifica delle barza! Però il fatto di non poterne parlare fra colleghi etc etc è un po' restrittiva come cosa! E poi loro le leggi le fanno rispettare, non ci mettono niente a spedirti in galera!
Che lezzi bleah sono dei turisti della pulizia! (citaz)