Senza parole! Davvero un’esperienza meravigliosa, un weekend lungo fantastico, sole e cieli meravigliosi, senza cellulare nè computer, tanto tempo per pensare ;) ma andiamo con ordine.
Partenza sabato mattina prestissimo, ovviamente, e mi è anche toccato guidare per quasi tutto il viaggio (460 miglia = 750 km) perché Mr. Atwood… ehm… devo dirlo? In macchina ha un’autonomia di un quarto d’ora: dopo 15 minuti che sta guidando inizia ad abbioccarsi, gli si chiudono gli occhi e gli ciondola la testa. Mrs. Atwood lo sa, e non lo fa guidare per più di 15 minuti. Quindi mi sono pippata 4-5 ore di macchina, ma bellissimo: l’autostrada nel deserto, il sole e il cielo sereno… Certo, il cambio automatico rende tutto più noioso e fa venire crampi incredibili alla gamba sinistra, che non si sa dove mettere, visto che non serve (anche se qualche volta gli americani frenano col piede sinistro, se pensano che non li stai guardando… babba bia…).
L’autostrada che abbiamo fatto attualmente sostituisce, almeno in alcuni pezzi, la Route 66; si vede bene anche in Cars: paesini vengono tagliati fuori dall’autostrada, e diventano semiabbandonati. Comunque, abbiamo anche fatto qualche pezzo della strada storica, quando siamo usciti dall’autostrada per andare verso il Grand Canyon.
Siamo arrivati lì nel pomeriggio,
luce bellissima, paesaggio incredibile: hanno costruito tutti dei percorsi sul bordo del canyon, e quindi puoi passeggiare, fare foto, fermarti, guardare… cosa che noi abbiamo fatto su tutto il lato sud del Rim, durante i tre giorni in cui siamo rimasti.
Ci sono anche dei percorsi che costeggiano la scarpata della montagna, e arrivano fin giù al fiume Colorado (anche a dorso di mulo!) , ma sono aperti solo d’estate: c’era neve e ghiaccio (la cima del canyon è a 7100 piedi, circa 2400 m), faceva fredderrimo, alla sera anche -12, appena calava il sole.
Il canyon è gigantesco, io mi immaginavo giusto una crepa nel terreno, col Colorado in fondo, invece è enorme! Larghissimo, lunghissimo, incredibile, davvero, vi metto tante foto (per guadagnarmi la crèpe, vero Ali?!) perché non so descriverlo a parole. Guardi giù e il cuore ti perde un battito, ti senti piccolo piccolo.







Racconti locali 1: Il Maggiore Powell
Il maggiore Powell fu il primo bianco a risalire il Colorado, lungo il Grand Canyon, a bordo di una pagaia indiana, a remi. A rendere più difficile l’impresa, il fatto che il povero soldato era un veterano della guerra civile americana, e aveva un braccio solo. Pensate a pagaiare con un braccio solo! Infatti gli hanno eretto un memoriale...
Racconti locali 2: Il fotografo Kolb
Sulla cima del Grand Canyon, c’è ancora lo studio del fotografo Kolb, dove ora si tengono mostre: con una saggia idea di business, lui faceva le foto a quelli che iniziavano la discesa del canyon, così per quando tornavano su (di solito il giorno dopo, almeno) la foto era bella pronta, stampata, incorniciata, e i tizi gli davano un sacco di soldi.
Una volta, una coppia di amici di Kolb era in viaggio di nozze naturalistico sul Grand Canyon, ma il matrimonio è naufragato fin dall’inizio: pare infatti che una notte i due si fossero fermati da Kolb a fargli un salutino per la notte. Qualche giorno dopo, la barca su cui viaggiavano i due, discendendo il Colorado per la loro luna di miele, venne trovata arenata, ribaltata, senza nessuna traccia dei due. Subito, tutti pensarono ad una disgrazia: un incidente tra le rapide, la giovane coppia morta prematuramente.
Peccato che, molti anni dopo, quando anche Kolb morì, trovarono nel suo armadio lo scheletro dell’amico: forse lui e la donna avevano ammazzato il marito per permettere a lei di scappare e vivere contenta e single? Girl power!
Abbiamo fatto un giro nell’unico villaggio che è stato costruito all’interno del parco Nazionale del Grand Canyon, formato da qualche albergo (tra cui anche quello dove abbiamo dormito) con negozi tipici e caffetterie, e la casa degli indiani Hopi,
Fauna locale 2: I cervi
Tornando a casa la sera, abbiamo visto dei cervi per strada, a un metro di distanza: bellissimi!




La sera, per festeggiare il 32 anniversario dell’arrivo degli Atwood a Ridgcrest (entrambi sono di Salt Lake City, e sono venuti qui quando Mr. Atwood ha trovato lavoro alla base di China Lake), siamo andati a cena al ristorante “in” del Grand Canyon, l’El Tovar,
fondato da Mr. Fred Harvey nel 1905. La carne d’agnello era buona (gli americani ci sanno fare), ma se volete un consiglio state lontani dai dolci…
L’angolo della storia: The Fed Harvey Company
Mr. Harvey fu il primo a sfruttare economicamente il Grand Canyon, costruendo l’hotel El Tovar, la ferrovia, i negozi, il servizio di autobus che girano per il parco…
Lunedi: vento gelido, cielo limpidissimo, siamo andati verso la zona est del Canyon, fino alla torre da cui si domina tutta la parte principale del Canyon; abbiamo visto le rovine della città dei Navasu, poi siamo andati al canyon che è formato dal Piccolo Colorado, dove vivono tribù di Navajo e altri indiani.
Al pomeriggio, alle 5.30 pm appuntamento con uno dei ranger del parco per un’escursione serale a vedere la luna piena (Oh!, Omeri...) sul Grand Canyon: che meraviglia! Mengtre camminavamo al gelo, il ranger ci diceva “siete forti, ce la farete a sopportare!” e ci raccontava storie di indiani, di come per loro il sole e la luna siano due guerrieri che, con vicende diverse a seconda della tribù indiano da cui ti fai raccontare la storia, hanno sacrificato la loro vita per donare la luce alle loro tribù. Wow

Oggi, altre mille ore di macchina, e finalmente a casa. Chiaramente Mr Atwood ha dormito in macchina, per tutto il tempo :P
Fauna locale 3: L’aquila calva americana
Uscendo dal Grand Canyon abbiamo visto, sul bordo della strada, una bella carcassa di cervo, con cui banchettavano una decina di corvacci, un’aquila calva americana (quella con la testolina bianca) e una dorata. E’ stranissimo vederle insieme, che giornata fortunata!
Fauna locale 4: Animaletti da compagnia
Approfittando della vista delle aquile, Mrs. Atwood mi ha accennato a qualcuno dei rappresentanti più caratteristici della fauna locale, sia del Canyon che del deserto del Mojave, dove guarda caso vivono gli Atwood, e io dovrò sopravvivere fino ad aprile. A parte Coyote, puma e linci, non possiamo non citare:
SERPENTI A SONAGLI
TARANTOLE
VEDOVE NERE
E’ stato bello conoscervi, amici…
(Sì J, è una Mustang...)
Partenza sabato mattina prestissimo, ovviamente, e mi è anche toccato guidare per quasi tutto il viaggio (460 miglia = 750 km) perché Mr. Atwood… ehm… devo dirlo? In macchina ha un’autonomia di un quarto d’ora: dopo 15 minuti che sta guidando inizia ad abbioccarsi, gli si chiudono gli occhi e gli ciondola la testa. Mrs. Atwood lo sa, e non lo fa guidare per più di 15 minuti. Quindi mi sono pippata 4-5 ore di macchina, ma bellissimo: l’autostrada nel deserto, il sole e il cielo sereno… Certo, il cambio automatico rende tutto più noioso e fa venire crampi incredibili alla gamba sinistra, che non si sa dove mettere, visto che non serve (anche se qualche volta gli americani frenano col piede sinistro, se pensano che non li stai guardando… babba bia…).
Ci sono anche dei percorsi che costeggiano la scarpata della montagna, e arrivano fin giù al fiume Colorado (anche a dorso di mulo!) , ma sono aperti solo d’estate: c’era neve e ghiaccio (la cima del canyon è a 7100 piedi, circa 2400 m), faceva fredderrimo, alla sera anche -12, appena calava il sole.
Il canyon è gigantesco, io mi immaginavo giusto una crepa nel terreno, col Colorado in fondo, invece è enorme! Larghissimo, lunghissimo, incredibile, davvero, vi metto tante foto (per guadagnarmi la crèpe, vero Ali?!) perché non so descriverlo a parole. Guardi giù e il cuore ti perde un battito, ti senti piccolo piccolo.
Il maggiore Powell fu il primo bianco a risalire il Colorado, lungo il Grand Canyon, a bordo di una pagaia indiana, a remi. A rendere più difficile l’impresa, il fatto che il povero soldato era un veterano della guerra civile americana, e aveva un braccio solo. Pensate a pagaiare con un braccio solo! Infatti gli hanno eretto un memoriale...
Racconti locali 2: Il fotografo Kolb
Sulla cima del Grand Canyon, c’è ancora lo studio del fotografo Kolb, dove ora si tengono mostre: con una saggia idea di business, lui faceva le foto a quelli che iniziavano la discesa del canyon, così per quando tornavano su (di solito il giorno dopo, almeno) la foto era bella pronta, stampata, incorniciata, e i tizi gli davano un sacco di soldi.
Una volta, una coppia di amici di Kolb era in viaggio di nozze naturalistico sul Grand Canyon, ma il matrimonio è naufragato fin dall’inizio: pare infatti che una notte i due si fossero fermati da Kolb a fargli un salutino per la notte. Qualche giorno dopo, la barca su cui viaggiavano i due, discendendo il Colorado per la loro luna di miele, venne trovata arenata, ribaltata, senza nessuna traccia dei due. Subito, tutti pensarono ad una disgrazia: un incidente tra le rapide, la giovane coppia morta prematuramente.
Peccato che, molti anni dopo, quando anche Kolb morì, trovarono nel suo armadio lo scheletro dell’amico: forse lui e la donna avevano ammazzato il marito per permettere a lei di scappare e vivere contenta e single? Girl power!
Abbiamo fatto un giro nell’unico villaggio che è stato costruito all’interno del parco Nazionale del Grand Canyon, formato da qualche albergo (tra cui anche quello dove abbiamo dormito) con negozi tipici e caffetterie, e la casa degli indiani Hopi,
una tribù tipica del Grand Canyon, che espone manufatti artigianali (gioielli, abiti e tappeti) COSTOSISSIMI in quella che era una loro vera casa.
La sera, cena alla “Excellent Cafeteria” del nostro albergo, che naturalmente aveva roba tipica: maccheroni al formaggio (serviti sopra ad un toast, non sono neanche riuscita a guardarli), hamburger di tre piani, carne condita con salse tipo fluorescenti… Ho preso l’insalata :P che almeno era commestibile. Poi in camera, a guardare la tv americana, in cui, su molti canali, ripetono lo stesso film due volte, credo per fare in modo che tutti in US possano guardarlo, visto che tra le due coste ci sono 3 ore di differenza.
La mattina sveglia presto, ovviamente, un’occhiata alla tv (fanno Besides School, ve lo ricordate?!? E altri telefilm che non fanno più neanche da noi, tanto sono vecchi…) e siamo andati sul versante ovest del South Rim, verso l’Eremith’s Rest (c’è una casetta dove viveva un eremita), e l’abbiamo percorso tutto quanto, ovviamente.
La sera, cena alla “Excellent Cafeteria” del nostro albergo, che naturalmente aveva roba tipica: maccheroni al formaggio (serviti sopra ad un toast, non sono neanche riuscita a guardarli), hamburger di tre piani, carne condita con salse tipo fluorescenti… Ho preso l’insalata :P che almeno era commestibile. Poi in camera, a guardare la tv americana, in cui, su molti canali, ripetono lo stesso film due volte, credo per fare in modo che tutti in US possano guardarlo, visto che tra le due coste ci sono 3 ore di differenza.
La mattina sveglia presto, ovviamente, un’occhiata alla tv (fanno Besides School, ve lo ricordate?!? E altri telefilm che non fanno più neanche da noi, tanto sono vecchi…) e siamo andati sul versante ovest del South Rim, verso l’Eremith’s Rest (c’è una casetta dove viveva un eremita), e l’abbiamo percorso tutto quanto, ovviamente.
Fauna locale 1: I corvi
Il corvo americano (raven) è grosso circa il doppio di quello europeo (crow), gira liberamente per il Grand Canyon, si avvicina agli umani, da cui spera di ricevere qualcosa da mangiare, e fa dei versi assolutamente agghiaccianti.
Il corvo americano (raven) è grosso circa il doppio di quello europeo (crow), gira liberamente per il Grand Canyon, si avvicina agli umani, da cui spera di ricevere qualcosa da mangiare, e fa dei versi assolutamente agghiaccianti.
Tornando a casa la sera, abbiamo visto dei cervi per strada, a un metro di distanza: bellissimi!
L’angolo della storia: The Fed Harvey Company
Mr. Harvey fu il primo a sfruttare economicamente il Grand Canyon, costruendo l’hotel El Tovar, la ferrovia, i negozi, il servizio di autobus che girano per il parco…
Lunedi: vento gelido, cielo limpidissimo, siamo andati verso la zona est del Canyon, fino alla torre da cui si domina tutta la parte principale del Canyon; abbiamo visto le rovine della città dei Navasu, poi siamo andati al canyon che è formato dal Piccolo Colorado, dove vivono tribù di Navajo e altri indiani.
Durante il giorno, gli Atwood mi hanno parlato delle loro radici: Mr Atwood ha origini irlandesi, ma una sua bisnonna è indiana; la più interessante è Mrs Atwood: non solo una sua bisnonna era una Stuart (la famiglia regale inglese), ma suo bisnonno era un fuorilegge, della banda di Butch Cassidy, è stato beccato ed è morto in prigione... Che storia!
Al pomeriggio, alle 5.30 pm appuntamento con uno dei ranger del parco per un’escursione serale a vedere la luna piena (Oh!, Omeri...) sul Grand Canyon: che meraviglia! Mengtre camminavamo al gelo, il ranger ci diceva “siete forti, ce la farete a sopportare!” e ci raccontava storie di indiani, di come per loro il sole e la luna siano due guerrieri che, con vicende diverse a seconda della tribù indiano da cui ti fai raccontare la storia, hanno sacrificato la loro vita per donare la luce alle loro tribù. Wow
Fauna locale 3: L’aquila calva americana
Uscendo dal Grand Canyon abbiamo visto, sul bordo della strada, una bella carcassa di cervo, con cui banchettavano una decina di corvacci, un’aquila calva americana (quella con la testolina bianca) e una dorata. E’ stranissimo vederle insieme, che giornata fortunata!
Fauna locale 4: Animaletti da compagnia
Approfittando della vista delle aquile, Mrs. Atwood mi ha accennato a qualcuno dei rappresentanti più caratteristici della fauna locale, sia del Canyon che del deserto del Mojave, dove guarda caso vivono gli Atwood, e io dovrò sopravvivere fino ad aprile. A parte Coyote, puma e linci, non possiamo non citare:
SERPENTI A SONAGLI
TARANTOLE
VEDOVE NERE
E’ stato bello conoscervi, amici…
5 commenti:
:-o
hai scritto "che storia"????
sai chi dice "che storia"??
bah...
comunque, belle foto. ricordo ancora quando ho visitato il gran canyon in elicottero.. un'esperienza fantastica.
una mustang....
foto bellissime, deve essere favoloso il gran canyon!! :-) prima o poi riuscirò a vederlo...
Fammi capire, ma... mangi ogni tanto???
cavolo...mi sembra quasi di essere di nuovo li'...era stata un'esperienza indimenticabile!
e direi che ti stai guadagnando la crepe...almeno x ora!!! ;-)
baciii
Due parole..INVIDIA PROFONDA!!!che bello deve essere il Grand Canyon....!
A me il Gran Canyon manca...caspita che storia! (Chi è che lo dice?) Hai avuto fortuna a trovare della gente che ci è voluta venire anche se il tipo da come lo descrivi sembra proprio Homer!
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