Anche stavolta weekend ricchissimo, ma con la cara CARA Mel, che non si è risparmiata nell'intensità' e durata del suo rumoreggiare notturno, che ha disturbato le mie povere orecchie nonostante avessi due bei tappi. Venerdì siamo andate a vedere un meravigliosa gara di auto tipiche americane, cioè con la carrozzeria tendente alla normalità, ma un po' tutte rimaneggiate nel motore e insomma nella parte meccanica, con effetti a dir poco particolari:




La gara era a Mc Farland, vicino a Bakersfield, ridente cittadina circa 110 miglia ad ovest di Ridgecrest, ed era in particolare il Bakersfield March Meet Drag Race sponsorizzato dall'Autoclub Famoso
http://www.famosoraceway.com/
di cui abbiamo visto le qualificazioni - la manifestazione sarebbe durata fino a domenica.
In pratica due macchine dovevano sfidarsi, in diverse categorie, a seconda della loro velocità, e percorrere più velocemente possibile un quarto di miglio, circa 400 m. Ad esempio la categoria 6.70 doveva stare sopra 6.70 secondi, altrimenti sarebbero stati squalificati. La categoria massima doveva solo andare a cannone, più in fretta possibile: alcuni arrivavano a circa 250 miglia orarie, facendo il quarto di miglio in meno di 5 secondi. Che follia...
Non senza una pausa ristoratrice in un Burger King sperduto nel deserto, verso le 9 siamo arrivate a Las Vegas e subito il primo impatto con la Strip (cioè il Las Vegas Boulevard, dove ci sono tutti i casinos), i casinos e la vita notturna è stato incredibile: tutto è illuminato, lampeggiante, abbagliante e soprattutto gigantesco. Abbiamo solo fatto un giro di ricognizione, tanto per farci (farmi, perché Mel va tre volte l'anno a Las Vegas...) un'idea di quello che avremmo potuto vedere il giorno dopo, quindi siamo andate in albergo.
Il South Point
http://www.southpointcasino.com/
è poco a sud della Strip; il casino non è granché, non essendo dei più famosi non c'e' gente cool, solo donne di mezza età che si piazzano davanti alla slot machine per un numero N tendente ad infinito di ore, qualche ragazzotto che fa finta di saper giocare a poker e delle cameriere veramente brutte e praticamente nude. L'albergo invece, se si esclude la reception lentissima e che mi ha fatto mille storie per la carta di credito prepagata (anche se avevo già pagato tutto su Expedia), è proprio bello, soprattutto le stanze: avevamo una stanza enorme, con due bei lettoni queen size (cioè i nostri matrimoniali), un televisore piatto LG da 42 pollici appeso al muro davanti al letto, un bell'armadio con anche il ferro e l'asse da stiro, un tavolo con un sacco di poltrone e il bagno era stupendo. La parte del lavandino era separata dal resto del bagno, con un ripiano gigantesco e uno specchio spettacolare. E la doccia... BABBA BIA...
La mattina dopo sveglia (quasi) di buon'ora, e colazione in uno degli Ihop, i posti tipici americani, dove fanno i pancake e tutte quelle robe ipercaloriche.
http://www.ihop.com/
I pancake sono credo la cosa più pesante che uno possa mangiare a colazione, anche se sono buoni: ne ho presi al cioccolato con le gocce di cioccolato e la panna sopra, pensavo di morire di diabete acuto fulminante, ma ne ho mangiati metà, il resto proprio non andava giù. Mel li ha presi classici, con lo sciroppo d'acero, e anche quelli sono buoni ;)
Poi di corsa sulla Strip, perché volevo vedere tutti i casinos più famosi, tanto per capire se veramente sono così fuori di testa come tutti mi hanno detto, qui a Ridgecrest, non senza un giro al megastore degli m&m’s.

MGM GRAND:
La cosa più folle sono i leoni (simbolo della gloriosa Metro Goldwin Mayer) che vivono in una tristissima gabbia di vetro nella hall dell’albergo;

il casino è come quello del South Point, come poi si riveleranno essere anche tutti gli altri, o quasi.
EXCALIBUR:
A parte la forma folle da castello medievale e gli spettacoli serali con vere autentiche giostre medievali, il resto è il solito trash pacchiano da casino.
NEW YORK NEW YORK:


L’esterno è una copia della skyline dei grattacieli di Manhattan, e questo basta a rendere l’idea della follia che ha generato questo casino. In più l’interno è copiato dalle stradine della città, e tutto intorno all’edificio c’è un meraviglioso ottovolante…
BELLAGIO:

Ha in comune con la stupenda località lacustre comasca soltanto la bellezza dei giardini, perché per il resto è un gigantesco albergo, stupendo e lussuosissimo, pieno di fiori, arredi meravigliosi, sale da ballo, scalinate e fontane che ogni mezz’ora iniziano un ciclo di giochi d’acqua. Wow.









PARIS:



Beh… una torre Eiffel finta forse non bastava, così all’interno hanno costruito tutti degli ambienti che ricordano La Ville Lumière, con tanto di cieli azzurri e nuvolette…
THE VENETIAN:
Ok, non voglio essere polemica… ma Venezia finta? Con il campanile di San Marco e il Ponte di Rialto? E i gondolieri cinesi che cantano O Sole Mio?
Bah
CAESAR’S PALACE:

Mhm…
La sera, cena in cima alla torre dello Stratosphere, a 834 piedi d'altezza;
http://www.stratospherehotel.com/
come nel lounge bar dell'albergo Bonaventure di Los Angeles, anche qui una corona circolare del pavimento del ristorante ruota attorno alla struttura centrale, così in circa un'ora e venti si può vedere tutta Las Vegas by night, con le luci dei casinos e delle strade, veramente affascinante.


Certo, la cara Mel non è esattamente un biondazzo con gli occhi azzurri, ma si fa quel che si può... ;P
Dopo cena, altro giro per i casinos, stavolta in notturna,

e poi dritte dritte a dormire, perché il giorno dopo sarebbe stato pesante...
Infatti domenica mattina sveglia davvero di buon'ora, colazione con le ciambelle di Albertsons (la catena di supermercati più famosa qui in USA) e via verso la Death Valley.
Decisamente tiene fede al suo nome: non c'e' praticamente una mazza, solo rocce, qualche duna di sabbia e qualche cespuglio giallastro.



Devo ammettere che però siamo riuscite a goderci le due (uniche) attrazioni della zona: abbiamo visto un coyote che si aggirava accanto alla strada, e siamo andate a visitare lo Scotty's Castle.
http://www.nps.gov/archive/deva/scottys1.htm
In realtà il castello, chiaramente costruito in stile spagnolo e usato dai proprietari come casa per le vacanze estive nel clima mite della Death Valley (50 C all'ombra in agosto), era di proprietà di Mr. Johnson, riccone di Chicago, che però si è trovato a perdere tutto durante la depressione. A quel punto gli si è presentato Mr. Scott che, sfruttando le proprie arti di consumato truffatore, lo ha convinto che c'era una miniera d'oro proprio sotto il castello. Così Scott si è trasferito a sbafo in casa Johnson, dove veniva pagato 100 dollari al mese nel 1939 per raccontare favole (perché nel frattempo avevano capito tutti che la miniera era fuffa) agli ospiti. Dopo pochi mesi, il bisogno di soldi ha spinto i Johnsons ad ammettere visitatori e ospiti paganti al castello, tutti allietati dai racconti emozionanti di Scott, su banditi e miniere d'oro sotterranee. Per rendere la bufala della miniera ancora più credibile ai turisti, i Johnsons pagavano la servitù di casa per far rumore in cantina, tanto per mimare l'attività' dei minatori.



Le guide al castello sono simpaticissime: vestite come negli anni '30, si impegnano per fare del tour una specie di rivisitazione storica, recitando (benissimo!) un copione da guida di settant'anni fa, che chiaramente a domande come "Ma quanto sarebbero ora 100 dollari del 1939?" non può che rispondere "Sir, noi SIAMO nel 1939".
Infine, altre N ore di guida fino a Ridgecrest, passando per le strade sterrate della Death Valley: se volete divertirvi passate per Wildrose: strada davvero off road, tra canyon e strapiombi, divertentissima!



http://www.famosoraceway.com/
di cui abbiamo visto le qualificazioni - la manifestazione sarebbe durata fino a domenica.
In pratica due macchine dovevano sfidarsi, in diverse categorie, a seconda della loro velocità, e percorrere più velocemente possibile un quarto di miglio, circa 400 m. Ad esempio la categoria 6.70 doveva stare sopra 6.70 secondi, altrimenti sarebbero stati squalificati. La categoria massima doveva solo andare a cannone, più in fretta possibile: alcuni arrivavano a circa 250 miglia orarie, facendo il quarto di miglio in meno di 5 secondi. Che follia...
Ma c'erano un sacco di auto anche in esposizione, e tante Mustang... oh... sospiro... ;)




Verso le 4 pm siamo ripartite verso Las Vegas, passando stavolta per la strada più veloce, a sud di Ridgecrest, mentre all'andata avevamo fatto il giro più lungo, percorrendo una strada molto panoramica che costeggiava il Lago Isabella e il fiume Kern,
a nord di Ridgecrest.
Prima pausa a Calico, città fantasma poco lontana da Las Vegas, un po' da brividi...


anche per i gatti fantasma di cui era chiaramente popolata…
Prima pausa a Calico, città fantasma poco lontana da Las Vegas, un po' da brividi...
Il South Point
http://www.southpointcasino.com/
è poco a sud della Strip; il casino non è granché, non essendo dei più famosi non c'e' gente cool, solo donne di mezza età che si piazzano davanti alla slot machine per un numero N tendente ad infinito di ore, qualche ragazzotto che fa finta di saper giocare a poker e delle cameriere veramente brutte e praticamente nude. L'albergo invece, se si esclude la reception lentissima e che mi ha fatto mille storie per la carta di credito prepagata (anche se avevo già pagato tutto su Expedia), è proprio bello, soprattutto le stanze: avevamo una stanza enorme, con due bei lettoni queen size (cioè i nostri matrimoniali), un televisore piatto LG da 42 pollici appeso al muro davanti al letto, un bell'armadio con anche il ferro e l'asse da stiro, un tavolo con un sacco di poltrone e il bagno era stupendo. La parte del lavandino era separata dal resto del bagno, con un ripiano gigantesco e uno specchio spettacolare. E la doccia... BABBA BIA...
La mattina dopo sveglia (quasi) di buon'ora, e colazione in uno degli Ihop, i posti tipici americani, dove fanno i pancake e tutte quelle robe ipercaloriche.
http://www.ihop.com/
I pancake sono credo la cosa più pesante che uno possa mangiare a colazione, anche se sono buoni: ne ho presi al cioccolato con le gocce di cioccolato e la panna sopra, pensavo di morire di diabete acuto fulminante, ma ne ho mangiati metà, il resto proprio non andava giù. Mel li ha presi classici, con lo sciroppo d'acero, e anche quelli sono buoni ;)
Poi di corsa sulla Strip, perché volevo vedere tutti i casinos più famosi, tanto per capire se veramente sono così fuori di testa come tutti mi hanno detto, qui a Ridgecrest, non senza un giro al megastore degli m&m’s.
MGM GRAND:
EXCALIBUR:
NEW YORK NEW YORK:
BELLAGIO:
PARIS:
THE VENETIAN:
Bah
CAESAR’S PALACE:
La sera, cena in cima alla torre dello Stratosphere, a 834 piedi d'altezza;
http://www.stratospherehotel.com/
come nel lounge bar dell'albergo Bonaventure di Los Angeles, anche qui una corona circolare del pavimento del ristorante ruota attorno alla struttura centrale, così in circa un'ora e venti si può vedere tutta Las Vegas by night, con le luci dei casinos e delle strade, veramente affascinante.
Dopo cena, altro giro per i casinos, stavolta in notturna,
Infatti domenica mattina sveglia davvero di buon'ora, colazione con le ciambelle di Albertsons (la catena di supermercati più famosa qui in USA) e via verso la Death Valley.
Decisamente tiene fede al suo nome: non c'e' praticamente una mazza, solo rocce, qualche duna di sabbia e qualche cespuglio giallastro.
http://www.nps.gov/archive/deva/scottys1.htm
In realtà il castello, chiaramente costruito in stile spagnolo e usato dai proprietari come casa per le vacanze estive nel clima mite della Death Valley (50 C all'ombra in agosto), era di proprietà di Mr. Johnson, riccone di Chicago, che però si è trovato a perdere tutto durante la depressione. A quel punto gli si è presentato Mr. Scott che, sfruttando le proprie arti di consumato truffatore, lo ha convinto che c'era una miniera d'oro proprio sotto il castello. Così Scott si è trasferito a sbafo in casa Johnson, dove veniva pagato 100 dollari al mese nel 1939 per raccontare favole (perché nel frattempo avevano capito tutti che la miniera era fuffa) agli ospiti. Dopo pochi mesi, il bisogno di soldi ha spinto i Johnsons ad ammettere visitatori e ospiti paganti al castello, tutti allietati dai racconti emozionanti di Scott, su banditi e miniere d'oro sotterranee. Per rendere la bufala della miniera ancora più credibile ai turisti, i Johnsons pagavano la servitù di casa per far rumore in cantina, tanto per mimare l'attività' dei minatori.
Infine, altre N ore di guida fino a Ridgecrest, passando per le strade sterrate della Death Valley: se volete divertirvi passate per Wildrose: strada davvero off road, tra canyon e strapiombi, divertentissima!
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