Oggi ho trovato un bel commento ad una delle mie sculture preferite, Forme Uniche nella Continuità dello Spazio, di Boccioni (1913), che mi ricorda il MoMA di New York e la bella Pasqua passata con la cara Roberta:
“L’Opera di Boccioni è costituita da forme dinamiche che si dilatano, andando così a riempire lo spazio, con il quale si fondono in una compenetrazione plastica duplice: tra l’oggetto e lo spazio, ma anche tra lo stato d’animo, dell’artista come di chi guarda, e il mondo reale.
L’immagine diventa così la rappresentazione della materia, manifestazione dell’energia che, incanalata nelle linee di forza, riempie lo spazio. Il corpo raffigurato nella scultura, infatti, è plasmato non più dall’anatomia, ma dallo stesso dinamismo che, attraverso l’alternanza tra concavità e convessità, riesce a far addirittura dilatare la massa della figura. Questa, appositamente ideata senza arti superiori, emerge dallo spazio con grande potenza e slancio – anche intellettuale – verso l’avvenire, con un movimento da molti paragonato a quello della Nike di Samotracia.”
(07 Maggio 2002)
“L’Opera di Boccioni è costituita da forme dinamiche che si dilatano, andando così a riempire lo spazio, con il quale si fondono in una compenetrazione plastica duplice: tra l’oggetto e lo spazio, ma anche tra lo stato d’animo, dell’artista come di chi guarda, e il mondo reale.
L’immagine diventa così la rappresentazione della materia, manifestazione dell’energia che, incanalata nelle linee di forza, riempie lo spazio. Il corpo raffigurato nella scultura, infatti, è plasmato non più dall’anatomia, ma dallo stesso dinamismo che, attraverso l’alternanza tra concavità e convessità, riesce a far addirittura dilatare la massa della figura. Questa, appositamente ideata senza arti superiori, emerge dallo spazio con grande potenza e slancio – anche intellettuale – verso l’avvenire, con un movimento da molti paragonato a quello della Nike di Samotracia.”
(07 Maggio 2002)
Nessun commento:
Posta un commento